Frequently Asked Question – Le vostre domande

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Come si finanzia il progetto?

Il progetto è interamente finanziato mediante capitale privato delle società Cassagna S.r.l. ed Asja Ambiente Italia S.p.A. che stanno congiuntamente sviluppando i progetti di PianoBio.

PianoBio userà per la produzione del biometano solo l’umido raccolto in futuro oppure potrà utilizzare anche l’umido residuo giacente nell’impianto di trattamento della differenziata, ammesso che ce ne sia?

Gli impianti di trattamento della frazione organica dei rifiuti da raccolta differenziata (FORSU) non possono, per legge nazionale, avere rifiuto giacente per più di 3 giorni. Pertanto non esiste rifiuto giacente nell’impianto di trattamento della differenziata fermo, ma solo rifiuto in fase di trasferimento ad altri impianti. PianoBio prevede solo il trattamento della FORSU che sarà prodotta nel futuro.

Quanto umido arriverà in futuro e da quali altre zone? Quanti camion giornalieri si prevedono?

L’impianto di digestione anaerobica di PianoBio è progettato per trattare 40.000 t/anno di FORSU. La Provincia di Torino produce oggi circa 130.000 t/anno di FORSU con una previsione di  170.000 t/anno nei prossimi anni. Ciò nonostante gli impianti presenti sul territorio riescono a trattare solo 50.000 t/anno. La restante parte (80.000 t/anno) viene attualmente trasferita giornalmente ad impianti fuori regione (ad esempio in Veneto) con costi di trasporto che gravano necessariamente sulla collettività. La quantità di rifiuto attualmente trasferita è pertanto sufficiente a garantire l’alimentazione dell’impianto.
Il traffico veicolare di mezzi per il trasporto dei rifiuti subirà un decremento rispetto a quello attuale perché il numero di mezzi necessari per l’alimentazione dell’impianto è circa 1/5 di quello che fino ad oggi è stato necessario per il conferimento in discarica.

Quali sono i tipi di rifiuti organici che potranno essere utilizzati per la produzione di biometano (codici CER)?

L’impianto di digestione anaerobica della FORSU di PianoBio è progettato per utilizzare solamente la frazione organica del rifiuto proveniente da raccolta differenziata e alcuni sottoprodotti di origine agricola ed agroindustriale.
Il trattamento di questa tipologia di rifiuti è consentita solamente in impianti di digestione anaerobica come quello di PianoBio o in impianti di compostaggio aerobico di tecnologia meno evoluta.
In particolare, il codice CER dei rifiuti che l’impianto di PianoBio prevede di trattare, è 20 01 08 | Rifiuti biodegradabili di cucine e mense.

Come funzionano i filtri che sono stati previsti per ridurre le emissioni odorigene?

I biofiltri, si presentano come vasche di calcestruzzo contenenti un letto di materiale legnoso nel quale viene insufflata l’aria proveniente dall’interno dei capannoni mantenuti in depressione. Opportunamente dimensionati nel completo rispetto della normativa ambientale vigente (sia a livello nazionale che europeo), sfruttano le proprietà dei microrganismi naturalmente presenti sul materiale legnoso biofiltrante per degradare completamente le molecole responsabili delle emissioni di odori.

Che fine fanno gli altri gas prodotti?

Il biogas prodotto dal processo di digestione anaerobica dell’impianto PianoBio contiene circa il 60% di metano che verrà immesso in consumo.
Il restante 40% è costituito prevalentemente da anidride carbonica. Questo gas, tecnicamente chiamato off-gas, verrà utilizzato come comburente nel cogeneratore alimentato a biogas in grado di fornire all’impianto di PianoBio energia elettrica e calore di origine rinnovabile necessari al funzionamento dello stesso. Le emissioni del cogeneratore, verranno inoltre ulteriormente trattate mediante l’utilizzo di un sistema catalitico per abbattere eventuali componenti inquinanti residue.

Nell’area esistono già degli impianti utilizzati in passato sempre per la gestione del ciclo dei rifiuti. Questi impianti possono essere recuperati? Come?

Gli impianti di PianoBio si inseriscono nel panorama di riqualificazione ambientale dell’area Cassagna su cui insiste una discarica ed alcuni impianti di recupero energetico del biogas naturalmente prodotto dalla stessa. Grazie alla presenza di questi impianti, si produce energia elettrica da fonte rinnovabile.
In una zona adiacente è presente il polo impiantistico del CIDIU, originariamente realizzato per attività di compostaggio aerobico della FORSU e del verde. Negli ultimi anni, l’operatività di questo impianto è stata fortemente limitata da problematiche legate alle emissioni odorigene. Oggi, viene quindi utilizzato esclusivamente come stazione di trasferenza, dove la FORSU ritirata, viene inviata ad impianti operativi fuori Regione e come impianto di trattamento aerobico dei soli fanghi provenienti dalla depurazione delle acque reflue.

I rifiuti indifferenziati prodotti nel Comune di Pianezza andranno nell'inceneritore di Grugliasco?

La quantità di rifiuto indifferenziato subirà nel tempo una costante diminuzione grazie al miglioramento del sistema di raccolta differenziata. Il destino di tale rifiuto è stabilito dagli enti competenti per il territorio (ATO e Provincia).